La via delle pietre di Remo Ponti
In località Piazzo, nel cuore di Albino, si trova uno dei luoghi più sorprendenti e poetici della Valle Seriana: la Via delle Pietre. Un antico muro lungo 35 metri e alto 1,5 metri che l’artigiano-artista Remo Ponti ha trasformato in una straordinaria galleria a cielo aperto, intagliando a mano oltre 1.000 bassorilievi direttamente nella pietra.
Il progetto è nato nel settembre 2013, quando Remo Ponti — spinto da una profonda ispirazione — ha deciso di dare vita alle sue emozioni più intime attraverso la scultura. Armato unicamente di martellino e scalpello, strumenti forgiati da lui stesso e custoditi fin dalla giovinezza, e protetto solo da occhiali e guanti, ha lavorato anno dopo anno per creare un’opera che non ha eguali nel territorio.
Remo Ponti non era uno scultore accademico, ma un artigiano-artista animato da una creatività autentica e inesauribile. La sua arte nasce dalla manualità, dalla tradizione e da un forte legame con il territorio albinese. Ogni bassorilievo è espressione di una emozione vissuta, un frammento di storia personale e collettiva affidato alla durezza della pietra.
Nel 2025, con la scomparsa dell’artista, il progetto si è interrotto, lasciando ad Albino un’eredità preziosa e indelebile: un’opera incompiuta per definizione, eppure compiuta nella sua essenza.
Il ricordo di Remo Ponti è celebrato anche da un obelisco a lui dedicato, situato all’inizio di via Mazzini ad Albino. L’opera prende ispirazione da “Il mio Moroni”, scultura che l’artista realizzò in occasione dei festeggiamenti per i 500 anni dalla nascita del pittore albinese Giovan Battista Moroni, testimoniando così il profondo legame di Ponti con la storia e la cultura della sua terra.