Strece – put di schisàde
Antichissimo percorso acciottolato che costeggia il lato meridionale di piazza Pio la Torre partendo da Passaggio Donatori di Sangue fino a ricongiungersi, tramite il put di Schisàde, a Viale Aldo Moro.
Origini e sviluppo del percorso
In passato la Strece costituiva il collegamento diretto tra il castello di Albino e l’abitato di Desenzano. Dal campanile di San Giuliano proseguiva poi verso la strada comunale di Amuelli – l’attuale Via Rimembranze – e fino alla località Roquel. Questo tracciato segnava il confine tra l’ambito urbano, a sud, e quello rurale, a nord, dove si estendevano i campi coltivati appartenenti alla famiglia Personeni, mercanti, speziali e notai di grande rilievo nella storia locale.
Il catasto del 1842 registra il percorso come Strada Comunale delle Strette, denominazione che richiama la sua conformazione angusta e sinuosa. Solo nel 1971 assunse il nome di via Ponte Albina.
Il ponte che attraversa il torrente Albina risale alla prima metà dell’Ottocento: fino al 1815 il corso d’acqua veniva infatti superato a guado.
Lungo l’Albina erano attivi, fino al XIX secolo, un mulino e un maglio, testimonianza dell’intensa attività artigianale della zona.
Una leggenda popolare
Il nome put di schisàde è legato a una suggestiva leggenda tramandata nel tempo. Si racconta che, nei pressi del ponte, vivesse una vedova con i suoi figli in una modesta capanna. A Natale era tradizione preparare la schiacciata – schissàda in dialetto – un dolce semplice ma molto atteso dai bambini.
La donna, con grandi sacrifici, riuscì a procurarsi gli ingredienti per prepararlo, ma, su richiesta della fata Albina, donò la preziosa schiacciata al figlio del re, gravemente malato. Il giovane guarì all’istante e il sovrano, riconoscente, ricompensò generosamente la donna e la sua famiglia. Da questa storia deriverebbe il nome pittoresco del ponte.
Crediti fotografici: Fabrizio Carrara Fotografia